Caffè Missaglia

bar pasticcerie gelaterie

INDIRIZZO

Via Santa Lucia, 47 Padova

TELEFONO

049656003

1942

Tutto è passato nello storico Caffè Missaglia, «quasi in un lungometraggio d’una vita intera di sport e città», scriveva il giornalista Francesco Valvassori una trentina d’anni fa. In effetti il locale all’angolo tra le vie S. Lucia e Breda è stato testimone di un’intera epoca, il Novecento, con i cambiamenti che questa ha portato con sé nel costume cittadino. L’apertura è datata 1942 ma la dinastia Missaglia (nove figli cresciuti dalla madre rimasta precocemente vedova) non era nuova al mestiere. Le quattro primogenite nel primo dopoguerra gestivano una latteria, poi bar, in via Marsilio da Padova, attività che negli anni Quaranta si spostò nella sede attuale sotto la guida di Italo e Orione, mentre un secondo esercizio in via Gorizia dal 1921 al 1964 era il regno di Bepi Missaglia, poeta del vernacolo padovano ed esperto vinaiolo.

Un connubio quello tra il bar, o meglio i bar dei Missaglia, e la città testimoniato da molte fotografie d’epoca conservate ancora oggi nel locale. Nel 1936 i soldati padovani in Africa allestirono una cambusa mettendoci sopra l’insegna “Bar Missaglia”, un modo per esorcizzare la nostalgia di casa. Nel secondo dopoguerra il caffè era frequentato dagli atleti del Calcio Padova di Cesarin, del Petrarca rugby, della scherma, del ciclismo, come l’asso padovano Zanaga.

Quando nel 1946 nacque il Sisal, il Totocalcio d’allora, nel locale si inaugurò la prima ricevitoria del Veneto. Erano gli anni della “Rumorosa”, un ex carro dell’esercito americano che i Missaglia avevano adibito a pulmino per portare i clienti tifosi a vedere le partite in trasferta. Ma nel caffè si ritrovava anche la cultura padovana: nella “Tavernetta dei poeti” si riunivano tra gli altri Dino Durante e Bruno Capovilla, ma anche il grecista Manara Valgimigli, Concetto Marchesi, l’antifascista Egidio Meneghetti, lo scultore Strazzabosco, il pittore Pendini, gli attori Gino Cavalieri e Ferruccio Tagliavini.

La storia del Caffè Missaglia è dunque quella di un’intera città, che la nuova gestione di Carlo Quaggia, con la famiglia alla guida del locale dal 1992, cerca con passione di recuperare. Per chi quell’atmosfera da mito non l’ha mai vissuta.

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